Giuls

Biografia

Il 25 gennaio 1988 alle ore 00.22 viene messo al mondo Giulio Scamporrino e sin da subito si denotano caratteristiche molto comunicative. Impara a parlare molto in fretta, pronunciando già le prime parole a solo 10 mesi di età. Non a caso la sua caratteristica principale è la “parlantina”, che usava in modo molto corretto ed astuto, per ricevere giocattoli, figurine e videogame da compagni di classe di asilo ed elementari.

Non fu molto attratto dal popolo femminile sino all’età di dodici anni, perìodo in cui cominciò ad avere interesse verso le femminucce non appena entrato alle scuole medie. Nei primi due anni solo picche, facilmente sedate da ore ed ore di Play Station che fungeva da ammortizzatore sociale del giovane e futuro PlayLover.

“Sei giovane figlio mio tutto a suo tempo non preoccuparti”

Era una delle tante frasi pronunciate dal padre che ancora di più rassicuravano il piccolo Giulio, lasciandolo vivere un’infanzia abbastanza tranquilla dal punto di vista sentimentale, dato che non si era mai messo in gioco. Finalmente in terza media, quasi nel periodo pasquale conobbe una ragazza più piccola: lui 13 e lei 12. Con la giovane fanciulla sperimenta i primi limoni seri (perché qualche bacio con il gioco della bottiglia a 10 anni era già scappato), ma nulla di più.

Relazione durata poco, neanche 3 mesi, dove scopre per la prima volta la sofferenza per amore. Play Station e consigli del padre sono utili, ma un amico (Danilo) con cui passa la vacanza estiva a casa dello zio nel cuore di una campagna in provincia di Bari, riesce a far stare meglio Giulio. Ed è qui che insieme al suo collega cominciano una serie di conoscenze a raffica di ragazze del posto che portano entrambi ad avere decine di contatti e tanti bei limoni.

Ormai la faccenda amorosa delle medie è dimenticata. Nel perìodo delle superiori ci sono ancora ulteriori conoscenze ed ancora baci e molti limoni, con compagne di classe ed anche di altre classi. Lui nell’ambiente del liceo classico era diverso. Mentre la maggior parte erano devoti allo studio ed erano molto ligi e seri, Giulio preferiva le cose manuali ed era tutt’altro che serio.

Tamarro nel midollo, ribelle e rivoluzionario, dopo 5 mesi di classico viene espulso per aver urlato cori da stadio nell’alula magna della scuola. Ricorda ancora una sua amica particolare dal nome Annunziata che gli diceva: “Dai resta qui con me, i compiti li facciamo assieme”. Disinteressato dalla cosa sbologna la sua compagna di classe a Danilo, che ci si fidanza per mesi, facendo così non sentire in colpa Giulio.

Non mantiene contatti con nessuno dell’istituto, un po’ per l’enorme differenza caratteriale con i ragazzi di questo liceo e un po’ per il fatto che questo indirizzo di studio era stato imposto dal padre. Quindi, non rientrando nelle sue scelte decide di ricominciare da capo e preferisce cercare lavoro nel settore che tuttora lo vede protagonista con immensa passione: la ristorazione.

Trova lavoro, dopo poco tempo che cercava, come lavapiatti e sguattero della cucina in un enorme ristorante a due passi da casa sua. Pagato una miseria (30 euro per 9 ore di lavoro) comincia ad avere i primi rapporti con denaro e mondo della notte e la cosa gli piaceva assai. Le amicizie, soprattutto quelle di zona cominciano a vederlo con occhio diverso, e le ragazzine uguale.

Dopo le superiori svolte in un collegio alberghiero sulle montagne valdostane, dove i racconti sentimentali si riducono ad una scottatura ed a un limone, il giovane e futuro PlayLover ritorna a Torino e riprende a lavorare nel primo ristorante che gli aveva dato una possibilità.

Prima opera come cameriere, riuscendo a guadagnare quasi il doppio dei ragazzi che lavoravano lì già da anni, per il suo enorme modo di vendere le pietanze più costose e facendosi dare mance sempre molto alte. Ma la sua vera passione si accende quando conosce Tony, il suo mentore in pizzeria. In due anni impara il mestiere e, sotto invito del cugino, si trasferisce in Spagna per 5 anni.

Nella bella Spagna si fidanza per quasi 4 anni, sperimentando convivenza e tradimenti. Ci sarebbe molto da raccontare sulla permanenza spagnola ma non facendo nulla in particolare e sfruttando solamente il fatto di essere italiano (non si definisce seduzione), otteneva comunque risultati.

Ritornato in Italia, riscopre la cruda verità che non basta essere piacenti, fisicati (ha sempre fatto thay boxe, sport da combattimento e palestra sin dal primo stipendio) e nemmeno simpatici per ottenere risultati con le difficili donne ITALIANE.

Per aumentare il suo circolo sociale, ormai dimenticato dopo 5 anni di assenza, si iscrive ad una scuola di ballo latino americana, dove conosce una donna che sarà la sua compagnia per diverso tempo. Anche qui però qualcosa non va: finisce sottomesso, inzerbinato e senza quella facilità di evasione spagnola. Ed in questo momento che entra a far parte di un gruppo Facebook in cui si parla di seduzione, community che svolge un ruolo molto importante per il suo cambiamento personale.

Comincia letteralmente a divorare libri sulla psicologia, sui rapporti uomo-donna, miglioramento personale, legge di attrazione, PNL e molti sulla comunicazione. Svolge anche diversi corsi dal vivo individuali, dove riscopre il cacciatore che c’è in lui e lo fa uscire da ogni stereotipo esistente in quel momento.

Donne spagnole, Italiane, inglesi, ormai non c’era differenza. Se ritrovi l’uomo che c’è in te, non ti rifiuta nessuna. Viveva la seduzione con delle regole ben precise:

  1. Contatto visivo;
  2. Pugno di ferro;
  3. Essere disposti a perderla pur di averla;
  4. Non dare mai niente per scontato;
  5. La zona amicizia non esiste: o ci sta o se ne va.

Adora il gioco di giorno e ne fa il suo cavallo di battaglia con i ragazzi del gruppo Torino fondato da lui. Macinava fino a 5 ore al giorno con i suoi amici del campo, microfonato e con tanto di video ripresi, per poi rivederli a casa e correggere gli errori. La miscela seduzione e ballo era anch’essa esplosiva, dato che il contatto fisico era scontato nel ballo, ed aggiungendo il contatto occhi profondo e il tono di voce giusto i risultati erano a dir poco stupefacenti.

Sono stati anni d’oro per Giulio dal 2013 fino al 2016 dove ha conosciuto ed è uscito con moltissime donne, fino al giorno 14 novembre dello stesso anno, dove decide di mettere fine a tutto questo, avendone avuto abbastanza e non potendosi far scappare la sua attuale donna, Valentina, che rispecchia i suoi ideali fisici e caratteriali, senza tralasciare al caso valori e passioni altrettanto coerenti con il suo modo di fare.

Stile di Seduzione

Giulio ama gli approcci a freddo di giorno, in quanto è fermamente convinto della maggiore solidità di un numero preso alla luce del sole, per non parlare di un bacio. Non nega comunque il fatto che anche la sera è ghiotta di occasioni, ma la magia di fare le cose diversamente dagli altri non ha prezzo per lui. A differenza di come si possa pensare, non utilizza la sua parlantina negli approcci perché sostiene che il miglior modo per conquistare una donna sia di usare le orecchie il più possibile, prima di ogni altra cosa. Definisce fondamentale il contatto visivo profondo, che non deve mai essere perso durante una conversazione a meno che non sia lei a distoglierlo. Molto importante è anche il difendere le proprie idee, essere sicuri e trasmettere tranquillità emotiva. Giulio definisce il suo stile in due parole “L’UOMO MISTERIOSO”, che assicura e affascina moltissimo la maggior parte delle donne.

Stile Di Insegnamento

Adora allacciare immediatamente un rapporto con lo studente, cercando di trasmettergli sicurezza in modo tale che il lavoro sia più fluido e meno pressante. Si concentra molto sull’autostima e sull’atteggiamento mentale della persona che ha davanti, espandendo gradualmente la sua zona di comfort, evitando modi bruschi ed irruenti.
È fermamente convinto che ognuno abbia il proprio stile e sia inutile copiare quello altrui, in quanto si passerebbe per incongruenti. Bisogna cucire uno stile persona per persona ed evitare il copia incolla di sistemi seduttivi vincenti completamente inesistenti. Il tutto deve far divertire l’alunno, cercando di rendere la cosa dilettevole e utile allo stesso tempo.