Edoardo

Edoardo: istruttore con base Milano

Biografia

27 settembre 1993, in quel pomeriggio, alle 16.00, nasce Edoardo. Immerso nel mondo delle conoscenze è sempre stato un bambino dal valore dei “pochi amici ma buoni”. Nel corso dell’infanzia ha sempre dato più di quanto ha ricevuto, era un bambino dal carattere empatico e desideroso del bene altrui.

Proseguendo il cammino in mezzo a tanti che iniziavano ad approfittare della sua bontà d’animo e al non reagire, soprattutto per difficoltà dovuta alla poca forza fisica, Edoardo continua nel suo percorso iniziando il lento e inesorabile declino nel confort della chiusura in se stesso.

Il mondo esterno sembrava un pericolo continuo e la conoscenza veniva vista più come un rischio che un’opportunità. Le persone giudicano, le persone puntano il dito, eppure a volte le persone sono anche divertenti e simpatiche. Poche e sempre le stesse.

Nella pubertà il mondo della notte era tanto affascinante quanto divertente ed è li che tante domande sorgono nella sua testa. I primi drink con gli amici gli infondono la rilassatezza adeguata ad aprire la bocca e parlare. Proprio da qui inizia a domandarsi se tutte le idee, o meglio, i timori che fino a quel momento aveva covato fossero reali o fittizi.

Una giusta via di mezzo (credeva) e quelli col quale rapportarsi erano sempre pochi e quei pochi bisognava tenerseli stretti perché non capiteranno spesso. Come tanti adolescenti trova relax, serenità e divertimento nell’alcol rendendo necessario quel bicchierino per poter parlare con le persone (nella fattispecie le ragazze).

Ovvia cazzata con la quale presto andò a sbattere la testa. Se inizialmente l’alcol gli cancellava momentaneamente i pensieri, successivamente non era più sufficiente. E allora qual era l’arma migliore per conoscere le ragazze? O meglio, per parlarci?

Armato della sola curiosità, si rese presto conto che per crescere da quel punto di vista le esperienze e i viaggi erano il mezzo più efficace. Di lì il miglioramento, l’apertura mentale, l’allenamento in palestra con altri ragazzi, l’apprendimento dei rapporti interpersonali e la conoscenza di quanto siamo diversi l’uno dall’altro e quanto siano insulse proprio quelle persone che Edoardo temeva più tra tutti. Quelli che giudicano.

Tutta questione di autostima che, giorno dopo giorno, esperienza su esperienza Edoardo ha covato aumentandola sempre. Inizia così a conoscere ragazze, ci parla, ci scherza e fa l’accondiscendente. Ma ogni volta c’era qualcosa che non funzionava.

Amori che alla lunga non venivano corrisposti, “non sei abbastanza uomo”, “ti vedo come un cugino” (si avete letto bene) erano le frasi che si sentiva dire. Ancora non bastava. Dopo l’ennesimo fallimento si è iniziato a informare riguardo a come interagire con le donne.

All’inizio coi libri (serviti a poco) e successivamente con PlayLover è riuscito a sbloccare le sue capacità. Di lì a poco i risultati non mancarono. La chat è stata la sua arma vincente: a seguito dei master i numeri delle ragazze iniziavano ad arrivargli e con quelli poi i primi appuntamenti. Da lavoro d’ufficio si sposta al mondo della ristorazione, il quale lo porta a viaggiare per formarsi il più possibile.

Dalla Spagna fino a New York, carica il suo bagaglio delle più grandi esperienze che hanno formato la sua vita. Arriva ad un punto considerabile soddisfacente del suo percorso e, guardandosi indietro, si rende conto di quello che ha combinato e di chi è diventato.

Ormai quell’adolescente timido e impacciato è solo un ricordo di un tempo passato. Da un lato per la sua insaziabile fame di conoscenza, dall’altro mosso dal senso di gratitudine per quelli che l’hanno aiutato avverte che è giunto il momento di rendere il favore. Il covid non l’ha fermato e grazie a quello ha approfondito l’ambito della seduzione diventando trainer.

Edoardo è l’esempio calzante che tutti possono farcela. “Ma io sono timido”, “Io non ce la potrò fare”, “Ho bisogno di un whisky per parlare con le ragazze”, “Non ce la faccio”, “Non sarò mai come te”: tutte cazzate che Edoardo ha ben imparato ad evitare diventando il trainer che più tra tutti può comprendere lo stato degli studenti che, come lui, hanno affrontato tali difficoltà. E se non volete credere neanche ai risultati del quale è l’esempio più calzante, allora quest’ accademia non fa per voi. O meglio, la vita non fa per voi.

Stile di insegnamento

Estremamente diretto, senza peli sulla lingua, è cosciente di quello che bisogna fare per migliorare (avendolo vissuto in prima persona). Empatico e molto chiaro, è fermamente convinto che la pratica è il solo ed unico mezzo di apprendimento con l’imitazione. Vicino agli studenti per ogni loro difficoltà crea un percorso atto a rendere originali i messaggi, sviluppare l’occhio e l’attenzione ai dettagli, tramite il cambiamento che parte dal fare proprio ciò che non si è mai fatto. La formazione è solo una parte del percorso e tutto sta nella pratica.
“Non importa ciò che dici, bensì importa come lo dici”