Matteo

Biografia

Courmayeur, 31 dicembre 1998, ore 3 del mattino, squilla il telefono, a rispondere è il nonno, in vacanza per le feste natalizie…

“Pronto”
“Pronto Pier, sta nascendo, stiamo andando all’ospedale”
“tu-tu-tu-tu”

Dall’emozione del suo primo nipote il nonno cade dal letto, si veste di fretta e insieme alla nonna corre in direzione Milano.

Ospedale Mangiagalli, Milano, ore 7:45, è nato! Nel suo sangue scorre la serietà e l’intraprendenza milanese da parte di mamma e la fantasia e l’originalità del carnevale di Viareggio da parte di papà, origini di cui andrà sempre fiero.

Già dall’elementari Matteo si contraddistingue per la sua selettività. Parla e gioca con tutti, ma i suoi veri amici sono solo due e non si discute! Appassionato di astronomia, in terza inizia a scrivere una serie di racconti che, tra gli ululati di incoraggiamento dei compagni, legge negli ultimi dieci minuti delle lezioni.

Il primo punto di svolta è l’estate della seconda media. Corre l’anno 2010, l’annata perfetta: la promozione a pieni voti a scuola, i festeggiamenti per il Triplete dell’Inter e il fidanzamento con Sara, sua amica d’infanzia e desiderio da anni. Con lei seguono una serie di tira e molla nel corso degli anni che portano Matteo a bruciarsi molte occasioni. Dall’esterno si direbbe totalmente disinteressato dal genere femminile, ma in testa ha solo lei e un piano per riconquistarla.

Passano gli anni, dal piano A, Matteo arriva al piano Z senza successi, ed è proprio quando pensa che sia tutto finito che si infatua di un’altra ragazza. I due si piacciono e nella sua testa la convinzione diventa una sola “forse chiodo scaccia chioda funziona!” e l’investimento inizia ad aumentare per la paura di perderla e ritornare nella ruota. Purtroppo, è proprio questo pensiero e il troppo interesse dimostrato che lo portano a bruciarsela (chi lo avrebbe mai detto?!).

Adesso per Matteo cominciano i guai, bocciato in prima e nuovamente in quinta superiore, alla scuola seguono giornate vuote, riempite solo dagli allenamenti di calcio con l’ombra sempre presente dall’ansia delle verifiche e dalla paura di rimanere solo. Non studia, passa le giornate tra sonnellini e videogiochi, tappezzando di tanto in tanto Instagram di storie con canzoni da morto di sonno e frasi sdolcinate: “nessuno mi capisce!”

Ecco un’altra giornata come le altre, fuori c’è il sole, ma è grigio e senza prospettive. Matteo sta tornando a casa con l’autobus, pronto a prepararsi da mangiare, dormire ed accendere la Playstation (e poi la sera c’è la Champions); apre Facebook e ad un tratto appare un faccione, ha i capelli corti, Playlover è ancora agli albori, parla a suon di “ghiotto” e “partiamo da qua”: è Steve!

Dal display Steve gli tende la mano per salvarlo da una vita mediocre e che non merita. Matteo, già affascinato dalla psicologia, studia i video giorno e notte, legge gli articoli, inizia ad immergersi nel mondo del miglioramento personale. Fino ad arrivare al primo giorno di scuola con Giulio, coaching bronzo, dopo mesi di studio prima o poi doveva arrivare. È dura imprimere una mentalità corretta a chi ha la convinzione che il mondo ce l’abbia con lui, ma Giulio grazie alla sua tenacia riesce a convincerlo ad entrare in lista per il Master (“adesso ci andiamo a riprendere tutto Matteo”).

Passano i mesi, scoppia la pandemia e il corso viene rinviato per ben due volte in un anno: questo Master non s’ha da fare! Con la mentalità di trarre del positivo da una situazione di svantaggio come il lockdown, Matteo si fionda nelle chat di Instagram e tra appuntamenti e visualizzati senza risposta impara lo stile di scrittura che ora lo contraddistingue. Nel mentre acquisisce il ruolo di CEO nell’azienda del cugino Michele. Egli assume un ruolo fondamentale nella sua vita, perché diventa il suo mentore per i mesi a venire, riuscendo a fargli vedere il mondo da una prospettiva diversa, una prospettiva che un ragazzo di campagna può sperimentare solo nelle serate milanesi.

È il grande giorno, finalmente Master di Milano, formazione:

Trainer: Francesco Barletta, Riccardo Sordi.
Studenti: Matteo, Patrick, Filippo e Samuele.

Il primo giorno Matteo trema: è sulla metro che parla con il trainer Riccardo incredulo e terrorizzato per quello che sta per accadere (“io che fermo una sconosciuta in mezzo alla strada, ma siete pazzi?!”), nella sua mente l’immagine di ragazze che si trasformano in draghi che volano, la paura dell’ignoto prende il sopravvento.

I minuti in Duomo passano e Matteo non va, cammina a fianco dei trainer avanti e indietro dalla piazza fino a San Babila, accumulando chilometri sul contapassi ma senza il coraggio di andare. Nella sua testa è già all’epilogo (“farò fino a sabato così e poi tornerò alla vita di sempre”). Ed è dopo l’ennesima frase marcia che accade.

La trama dell’opera si capovolge, tutto in un attimo, quando il trainer Francesco, che intravede del potenziale inespresso come un osservatore di Basket al Draft, lo prende per braccio e lo porta a conoscere le ragazze. Da impaurito e incredulo, ora Matteo lo ammira nella sua arte, sembra un bambino piccolo che guarda il padre fargli sparire e riapparire il naso. Uno, due, tre, quattro set e Matteo inizia ad ingranare. Adesso è lui che attacca bottone e intrattiene le ragazze, sotto gli occhi compiaciuti del suo nuovo mentore. Adesso è lui il drago che vola!

Matteo anche grazie all’aiuto dei suoi compagni di Master, Patrick e Filippo, diventati ormai grandi amici, cresce e sviluppa quella sicurezza di sé che solo un’esperienza così invasiva riesce a tirar fuori. Ormai apprende anche dai piccioni in piazza Duomo: finalmente si è sbloccato! Sarebbe pronto ad aprire con una frase di opinione anche la regina Elisabetta con le guardie se gli si presentasse davanti (“Madam una cosa al volo poi dobbiamo tornare dai nostri amici” da immaginare mentre indica persone totalmente a caso che camminano per la strada).

Il Master si conclude in bellezza, con l’inizio di una frequentazione con una ragazza conosciuta l’ultima sera in Moscova e tanti numeri di telefono in rubrica. È iniziato un nuovo capitolo del romanzo, il capitolo che Matteo ha voluto e che si è andato a prendere.

Francesco lo ha notato: il ragazzo ha prospettive, è un predestinato, può diventare uno dei migliori. Lo porta con sé nella sua Puglia con un’ultima consulenza (“vieni con me, me la vedo io”) ed è dopo un appuntamento istantaneo con vista Adriatico che se ne rende conto, è pronto!

Ragazza Ideale

Come nelle amicizie Matteo è molto selettivo, ha imparato nel tempo e nelle intemperie ad essere completo da solo, vuole una ragazza che sia un plus. È da sempre affascinato da lunghe conversazioni in grado di arricchirlo e con cui può arricchire la controparte. La formula per conquistarlo è un pizzico di intraprendenza mista ad indipendenza e una buona dose di femminilità e sensibilità; non a caso quando è in set il disclaimer è “libro o Netflix?”

Stile di insegnamento

Matteo ha lasciato un lavoro con prospettive inimmaginabili per un ragazzo di 22 anni per poter essere l’artefice della svolta della vita dei suoi studenti, così come Francesco e Riccardo lo sono stati per lui. Avendo vissuto la tempesta emozionale del primo giorno di master, cerca fin da subito di mettere a loro agio gli studenti emanando empatia e sicurezza. Gli piace insegnare sia attraverso le nozioni che attraverso l’esperienza sul campo e la risoluzione degli errori. Il suo obbiettivo nei corsi e nelle conoscenze è univoco: lasciare il segno nella vita di chi ha davanti.